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| news del
29/05/2010
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Click falsi e click fraud sui motori di ricerca: denunce al via
La Microsoft Digital Crimes Unit e il team di monitoraggio di Microsoft Advertising hanno scoperto una nuova forma di click fraud legata all’advertising on line. La software house di Redmond ha denominato la nuova tecnica click laundering.
Il click laundering consiste nello sfruttare le reti di PC compromessi con malware al fine di riciclare click sporchi e farli apparire puliti agli occhi delle piattaforma di advertising, generando così profitti illeciti ai danni degli investitori pubblicitari. Come spiega Feliciano Intini, responsabile dei programmi di Sicurezza e Privacy di Microsoft Italia, per click sporchi si intendono i click invalidi ai fini di mostrare il vero interesse dell’utente per un determinato avviso pubblicitario. Il click laundering, quindi, è una tecnica che inganna le piattaforme di advertising, che fatturano sulla base del Pay-Per-Click.
Il sistema è stato identificato grazie alle attività di monitoring messe in campo da Microsoft, che hanno portato a rilevare un imponente e insolito aumento del click traffic in due siti appartenenti al network Microsoft adCenter. Gli autori della frode potrebbero aver causato danni agli investitori pubblicitari per centinaia di migliaia di dollari.
Microsoft ha così depositato due distinte denunce presso la Corte Distrettuale statunitense di Washington. Una prima denuncia è contro ignoti – a John Doe suit, come si dice negli USA – mentre la seconda è rivolta contro il web publisher RedOrbit Inc. e il suo presidente Eric Ralls.
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